Rispondere responsabilmente al compito dell’amministrazione pubblica significa per noi condividere le aspettative, i bisogni, i desideri di tutte e tutti e collaborare con tutte e tutti per rendere la città sempre “un po’ migliore”.

Per realizzare questo è importante riconoscere le capacità, le ricchezze, le potenzialità di chi abita la comunità e la bellezza che sta nelle persone e nei luoghi della città.

Perché questo sia possibile abbiamo sempre creduto indispensabile praticare e diffondere il piacere di vivere insieme una vita dignitosa, gratificante, civile. Una vita che sia insieme la premessa e la conseguenza per realizzare i diritti per tutte e per tutti. Una vita in cui sia possibile sentirsi riconosciuti, rispecchiarsi negli altri, sentirsi simili e diversi, praticare il dialogo e la discussione, gestire i conflitti e comporre le diverse esigenze.

Questo non significa evitare i problemi della vita contemporanea: le disuguaglianze, le povertà, le disarmonie. Al contrario, si tratta di avere come bussola il bene comune e l’educazione al bello come metodo perché la bellezza del panorama, del paesaggio urbano, della vita quotidiana in tutte le sue espressioni ha un’importanza rilevante per la qualità della vita di tutti, nessuno escluso.

Ecco perché da subito abbiamo sostenuto il progetto “Lucca, Incontri sul Bello”, un progetto che è pensato innanzitutto per unire, per pensarci insieme, per far emergere quanto di bello e buono a Lucca viene fatto per una città che vuole  essere ospitale, solidale, capace di suscitare emozioni, di sorprendere, di lasciare libertà all’immaginazione, di generare sempre nuove narrazioni. E di educare alla vita e alla bellezza civile.

Ilaria Vietina, Vicesindaco del Comune di Lucca

Consapevoli che oggi il culto della bellezza – sfruttata dal mercato, amplificata dai media, ostentata dal potere – produce un mondo che spesso ci si mostra più per la sua bruttezza, “Lucca, Incontri sul Bello” vuole andare a riannodare quei fili che legano la bellezza con ciò che è buono e con ciò che è vero. Solo così una cosa ben fatta è anche una cosa bella e viceversa.

“Lucca, Incontri sul Bello” ha così l’ambizione di educare a riconoscere la bellezza e praticarla anche nel nostro vivere quotidiano.

Peppino Impastato diceva “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. (…) È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Per inseguire questa ambizione “Lucca, Incontri sul Bello” già in questi tre giorni di anteprima vuole far emergere le iniziative, le capacità, le imprenditorialità collegate dal tema della bellezza.

Se lungo lo scorrere dei secoli Lucca è stata patria di creatività e, nel suo piccolo, creatrice di bellezza, scopriamo oggi che la bellezza è il filo conduttore che lega tante attività che si svolgono in città e che spesso rimangono poco visibili. Attività che sono “belle” perché “buone”, perché hanno un risvolto etico, perché educano, perché creano comunità. E scopriamo persone che della bellezza hanno fatto la ragione della propria esistenza, del proprio essere cittadini e del proprio lavoro.

Il cardinal Martini, nella presentazione della Lettera Pastorale “Quale Bellezza salverà il mondo?” scrive: “Il mondo moderno, essendosela presa contro il grande albero dell’essere, ha spezzato il ramo del vero e il ramo della bontà. Solo rimane il ramo della Bellezza, ed è questo ramo che ora dovrà assumere tutta la forza della linfa e del tronco”. La bellezza, come aspirazione che nessuno è ancora riuscito a togliere dal cuore dell’uomo, dunque, è indicata come la via per ritornare allo stupore originario che genera conoscenza.

Paola Andreuccetti
Roberto Spinetta