La bellezza è vera ed autentica perché fa parte della magia dell’Essere, risiede nella parte più profonda della persona umana, la bellezza si realizza nell’armonia e traspare all’esterno quando c’è coerenza e congruenza “tra ciò che si è” e “ciò che si vuole essere”.

Apprendere, mutare, avvicinare nuovi modi di essere o di agire è un’esperienza che riguarda anche la bellezza e soprattutto il nostro “essere belli”. Esplorare la bellezza nell’esperienza di apprendimento significa cercare di comprendere come il cambiare, l’imparare, il trasformarsi riguardino i modi in cui ognuno di noi si orienta nel mondo attraverso il percepire, il sentire e il pensare.

Questa edizione di Lucca, Incontri sul Bello è un percorso sul rapporto tra bellezza e apprendi-mento nella consapevolezza che apprendere significa instaurare una relazione che presuppone la sospensione del giudizio, si fonda sulla cultura dell’accoglienza, della gentilezza e della reciproca gratitudine.

L’apprendere è innanzitutto un modo di vivere con gli altri e con le altre sentendo che da ogni relazione emana una opportunità di crescita personale

L’esperienza dell’apprendimento in ogni fase della vita ci conduce a condividere il piacere di conoscere, di scoprire, di imparare e trova il suo completamento nella creazione di un gruppo che condivida gli stessi valori.

Questo è l‘obiettivo di Lucca, Incontri sul Bello: costruire a Lucca la comunità del Bello.

Ilaria Vietina
Assessora alle Politiche Formative del Comune di Lucca

Anche il Festival Francescano che si è svolto a settembre a Bologna ha scelto il tema della bellezza, mentre a Roma il bello è stato al centro delle Romanae Disputationes, concorso di filosofia per studenti, raggruppati in team. Al monastero di Bose poi si è tenuto il confronto tra Umberto Galimberti e Enzo Bianchi proprio sul tema della bellezza.
Che cosa sta succedendo? Perché se ne parla così tanto?

Sergio Givone ci ricorda che l’irruzione dell’infinito nel pensiero moderno ha fatto sì che il bello abbia cessato di colpo di essere definito in termini di armonia, proporzione, perfezione lasciando il campo a forme di esperienza estetica che ne prescindono o lo mettono da parte.

Oggi c’è un bisogno invece di riportare la bellezza alla concretezza della realtà, una bellezza capace di illuminarci le vite invece di abbagliarci e abbindolarci.

L’opposto della bellezza non è il brutto, ma la stupidità.
Per combatterla, Lucca Incontri sul Bello vuole dare il suo piccolo contributo fatto di incontri, mostre, laboratori con una attenzione particolare a quelle nuove generazioni che meritano un mondo migliore. E per queste ragioni il tema di questa edizione è l’apprendimento e soprattutto l’apprendimento continuo che è la voglia di continuare a stupirsi, sempre, di fronte alla vita.

Paola Andreuccetti
Roberto Spinetta

EDIZIONE 2017

Consapevoli che oggi il culto della bellezza – sfruttata dal mercato, amplificata dai media, ostentata dal potere – produce un mondo che spesso ci si mostra più per la sua bruttezza, “Lucca, Incontri sul Bello” vuole andare a riannodare quei fili che legano la bellezza con ciò che è buono e con ciò che è vero. Solo così una cosa ben fatta è anche una cosa bella e viceversa.

“Lucca, Incontri sul Bello” ha così l’ambizione di educare a riconoscere la bellezza e praticarla anche nel nostro vivere quotidiano.

Peppino Impastato diceva “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. (…) È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Per inseguire questa ambizione “Lucca, Incontri sul Bello” già in questi tre giorni di anteprima vuole far emergere le iniziative, le capacità, le imprenditorialità collegate dal tema della bellezza.

Se lungo lo scorrere dei secoli Lucca è stata patria di creatività e, nel suo piccolo, creatrice di bellezza, scopriamo oggi che la bellezza è il filo conduttore che lega tante attività che si svolgono in città e che spesso rimangono poco visibili. Attività che sono “belle” perché “buone”, perché hanno un risvolto etico, perché educano, perché creano comunità. E scopriamo persone che della bellezza hanno fatto la ragione della propria esistenza, del proprio essere cittadini e del proprio lavoro.

Il cardinal Martini, nella presentazione della Lettera Pastorale “Quale Bellezza salverà il mondo?” scrive: “Il mondo moderno, essendosela presa contro il grande albero dell’essere, ha spezzato il ramo del vero e il ramo della bontà. Solo rimane il ramo della Bellezza, ed è questo ramo che ora dovrà assumere tutta la forza della linfa e del tronco”. La bellezza, come aspirazione che nessuno è ancora riuscito a togliere dal cuore dell’uomo, dunque, è indicata come la via per ritornare allo stupore originario che genera conoscenza.

Paola Andreuccetti
Roberto Spinetta